Comune di Menfi

Comune di Menfi
Anticamente nota col nome di “Inycon” la città di Menfi fu fondata nel 1638 da Diego Tagliavia Aragona. Situata lungo la costa sud-occidentale della Sicilia, in una posizione intermedia tra i templi dorici di Selinunte e gli scavi archeologici di Eraclea Minoa, Menfi oggi è una cittadina prevalentemente agricola che fonda la sua ricchezza sulla coltivazione della terra. In particolare è la coltivazione della vite e la produzione del vino che hanno reso celebre questa città in tutto il mondo, al punto di fargli meritare il riconoscimento della D.O.C. e la palma di “città del vino”. L’antico borgo marinaro di Porto Palo è la più importante località balenare del comprensorio. Bandiera Blu d’Europa, il mare limpido di Porto Palo e la sua spiaggia sabbiosa si estendono per tutta la lunghezza del golfo in un suggestivo e rilassante ambiente naturale.

 

Castello Burgiomilluso
La costruzione di questo prestigioso Castello viene fatta risalire dagli storici al 1263, anno in cui Federico II Hohenstaufen ordinò la costruzione di un imponente edificio nella terra demaniale di Burgiomilluso allo scopo di ripopolarla dopo la scomparsa dei musulmani dalla Sicilia. Oggi, dopo il sisma del ’68, del vecchio castello è rimasta soltanto la Torre che è stata ricostruita nel 1987 e che ricalca fedelmente l’antica volumetria dell’originario edificio.

 

Palazzo Pignatelli
Nobile cornice della piazza Vittorio Emanuele III, il palazzo Pignatelli, edificato nel 1638 per volere di Diego Aragona Tagliavia Pignatelli, nella storia medievale costituiva la sede dei signori feudatari della “Terra” di Menfi. Nel palazzo, adiacente la torre del castello di Burgiomilluso, di recente sono state rinvenute, sotto la pavimentazione, una serie di tombe pertinenti ad una necropoli databile tra il V e il VI secolo d.C. Fanno parte del palazzo tre grandi magazzini chiamati anticamente “degli archi”, “del vino” e un ultimo “cuba”, nome arabo che ancora oggi svela l’antica origine del sito.

 

Chiessa San Giuseppe
La Chiesa di San Giuseppe, nonostante i danni subiti a causa del terremoto del 1968, è l’unico complesso monumentale religioso del Settecento che ancora emerge dalla vecchia Menfi. Costruita nel 1715, conserva una superba facciata completata nell’Ottocento, mentre l’interno, che si articola su di un’unica navata con volta a botte lunettata, possiede una ricca decorazione pittorica.

 

Palazzo Ravidà
Il Palazzo Ravidà, realizzato intorno all’ultimo quarto del XVIII secolo dalla famiglia Ravidà Ferrantelli come residenza estiva, è considerato tra i più imponenti edifici neoclassici della provincia di Agrigento. L’elegante edificio, si affaccia su un cortile del centro storico di Menfi.

 

Porto Palo e la Torre di avvistamento
Progettata dall’architetto fiorentino Camillo Cammilliani, e sorta sul finire del XVI secolo, la Torre di avvistamento fa parte di un sistema di fortificazioni costiere, voluto dal Vicerè Giovanni de Vega e realizzato dal successore Marco Antonio Colonna. Testimonianza delle scorrerie dei pirati turchi, la Torre di avvistamento si trova nel borgo di Porto Palo.

 

Il Sole
Spettacolare “porta d’ingresso” della nuova Menfi, si rivela come monumentale simbolo della rinascita economica e culturale di Menfi, dopo che il disastroso terremoto del gennaio del 1968 ne ha cancellato per sempre le tante memorie storiche ed artistiche. Il monumento sorge nella zona Nord della città ed è costituito da una sfera centrale e da un contorno di raggi.

 

Museo Malacologico
L’esposizione consta di una collezione di malacologia, che raccoglie quasi 5.000 conchiglie, donate al comune di Menfi dalla studiosa Vanna Rotolo Lombardo, provenienti dal mare di Porto Palo e da tutti i mari del mondo. Della ricca collezione di conchiglie, provenienti da tutte le province malacologiche del mondo e catalogate secondo la malacologia ufficiale, circa 1.700 esemplari, scelte tra le più rappresentative, sono in esposizione all’interno di tre sale, dedicate ad altrettanti malacologi di fama mondiale, che costituiscono una delle più spettacolari esposizioni malacologiche d’Italia.

 

La pista ciclabile
Completamente asfaltata e dotata di pinselline in legno, si snoda tra i vigneti che portano da Menfi verso Lido Fiori e Porto Palo, offre una veduta unica del paesaggio circostante, facendo immergere chi la percorre nel silenzio della natura.

 

Porto Palo
Al centro di un ampio golfo, che si estende su oltre 10 chilometri di spiaggia, delimitato da Capo Granitola ad ovest e Capo San Marco ad est si affaccia la costiera menfitana con il promontorio di Porto Palo, proteso verso il mare africano, vero e proprio attracco naturale delle “Terre Sicane”. Porto Palo è la più importante località balneare del comprensorio. Tra calette e dune sabbiose ci si immette in un ambiente costiero estremamente silenzioso dove il susseguirsi di dune, modellate dal vento d’Africa ha generato una vegetazione mediterranea. Questo incontaminato e paradisiaco scenario di spiagge di sabbia finissima è bagnato da un mare pulitissimo, dalle tinte variegate, che da tanti anni riesce a conquistare il prestigioso riconoscimento della “Bandiera Blu” della FEE (Foundation for Environmental Education in Europe).

 

Foce Fiume del Belìce
Percorrendo la costa, da Trapani verso Agrigento, in prossimità della foce del fiume Belìce, si estende per 129 ettari la Riserva Naturale della foce del fiume Belìce. La Riserva, fruibile anche dal punto di vista balneare, costituisce, nel periodo estivo, una eccezionale possibilità di turismo balneare e naturalistico.

 

Scogliere delle Solette
Proseguendo lungo il litorale menfitano, confinante con il borgo di Porto Palo e con le due della Riserva naturale del fiume Belìce, si estende (per circa 25 ettari) la splendida scogliera delle “Solette”. La scogliera delle “Solette” è formata in prevalenza da collinette argillose inframmezzate da un tratto di costa rocciosa e da calette basse e sabbiose.

 

Serrone Cipollazzo
L’area del Serrone Cipollazo, sottoposta a vincolo paesaggistico, si estende lungo il litorale di Menfi tra il borgo marinaro di Porto Palo e la stazione balneare di Lido Fiori. Questa collina costiera, dalla forma stretta e allungata, è ricoperta da una fitta vegetazione di canne che conferisce al gigantesco promontorio un aspetto incontaminato.

 

Contrada Capparrina
La zona si identifica come una delle più incontaminate della Sicilia. L’area presenta, infatti, un notevole valore naturalistico in quanto sono presenti specie vegetali altrove ormai poco diffuse.

 

Contrada Bertolino
Proseguendo in direzione este del litorale si può visitare la costa di Bertolino di mare. La zona è caratterizzata dalla presenza di ciottoli bianchi lungo la battigia e da un piccolo boschetto formato da pino marittimo. Proseguendo poco oltre si incontra la foce del fiume Carboj che segna il limite est del territorio delle Terre Sicane. Una meta ideale, visitabile in tutte le stagioni dell’anno.