Tassa di soggiorno, aumenti fino al 400%. Operatori turistici chiedono un Consiglio comunale aperto

Tassa di soggiorno, aumenti fino al 400%. Operatori turistici chiedono un Consiglio comunale aperto

Diversi operatori turistici menfitani, uniti nell’intento di non accettare passivamente l’aumento dell’imposta di soggiorno, hanno sottoscritto una dichiarazione di volontà dove richiedono, alle forze politiche locali, che il prossimo Consiglio Comunale possa essere convocato in seduta “aperta”.

Gli operatori turistici locali “che con il loro lavoro riescono a far produrre questa imposta e che faticano da anni per lo sviluppo turistico del territorio” vogliono avere pertanto l’opportunità di far sentire quali sono le loro esigenze e le loro idee.

 

Per info: STUDIO CAMPO di Nino Campo.
 

Certo -scrivono nella lettera protocollata in data odierna- è strano che chi ci amministra possa procedere a definire aumenti, variabili e discrezionali dal 60% al 400%, dell’imposta di soggiorno, senza sentire minimamente l’esigenza di concertare tali aumenti con coloro che riescono, con la loro fatica giornaliera, a innescare un procedimento virtuoso con benefici per tutta la collettività”.

Gli operatori turistici, inoltre, chiedono al Presidente del Consiglio comunale di porre all’ordine del giorno anche la modifica del Regolamento comunale relativa all’imposta di soggiorno e del Regolamento della consulta per il turismo.

Una modifica del regolamento che riscriva “più puntualmente il punto 9 dell’articolo 5 del regolamento Imposta di soggiorno per precisare che la Giunta, al fine di non stravolgere quanto deliberato dal Consiglio comunale; definire una percentuale di aumento identica per tutte le categorie di strutture ricettive rispettando il vincolo massimo definito all’articolo 4, comma 1, primo periodo del D.lgs. rt.231201,1, con la puntualizzazione che eventuali aumenti per un certo anno devono essere deliberati entro il 31 dicembre dell’anno precedente”.

Chiedono, tra l’altro, “la scadenza del 31 marzo dell’anno successivo entro la quale l’assessore al turismo deve relazionare prima alla consulta e poi in consiglio comunale sugli introiti percepiti dal comune e sulla conformità della destinazione di dette somme a quanto indicato dalla consulta per il turismo; di rendere obbligatorio e più puntualmente definito l’utilizzo dell’imposta da parte dell’amministrazione comunale per evitare che la stessa sia dispersa nel calderone del bilancio comunale senza che sia utilizzata per quegli scopi previsti dalla legge”.




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