Democrazia partecipata, Menfi inadempiente dovrà restituire alla Regione fondi non utilizzati

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La Regione Siciliana, con il “D.D.G. n.435“, richiede al Comune di Menfi di restituire 4.442 euro per non averli spesi. I Comuni siciliani sanzionati dovranno restituire alla Regione i fondi che avevano già ricevuto per la democrazia partecipata per il 2017.

Un’opportunità persa per Menfi e per tanti altri Comuni siciliani che risultano sanzionati dal Dipartimento delle autonomie locali per non aver speso o attestato le somme del bilancio partecipato del 2017.

Nel 2014, con la legge n. 5, fu introdotto lo strumento della democrazia partecipata, grazie al quale il 2% dei fondi trasferiti dalla Regione ai Comuni, doveva essere destinato a progetti ed iniziative provenienti da cittadini ed associazioni. In altre parole, si è voluta dare ai cittadini la possibilità di proporre e scegliere alcuni progetti da finanziare. Successivamente, in base ad un emendamento contenuto nella legge regionale numero 9 del maggio 2015, si è introdotto un principio sanzionatorio che obbliga i Comuni inadempienti a restituire alla Regione, nell’esercizio finanziario successivo, la somma non impiegata per il finanziamento delle forme di democrazia partecipata. Inoltre, la Regione si riserva la facoltà di applicare delle penali nel caso in cui le spese che i Comuni hanno dichiarato di aver sostenuto per forme di democrazia partecipata si dovessero rivelare improprie.

Ebbene dei 340 milioni di euro che nell’anno 2016 la Regione Sicilia ha trasferito ai suoi 390 Comuni, almeno 6.664.000 (il 2%) sarebbero dovuti essere destinati al finanziamento di forme di democrazia partecipativa. E’ successo invece che quasi due milioni – 1.834.168 euro per l’esattezza – non sono stati spesi in tal modo dai Comuni, e dovranno quindi essere restituiti alla Regione.

 
 

Menfi non è il solo Ente agrigentino a non aver speso questi fondi. L’elenco purtroppo è molto lungo: Alessandria della Rocca (dovrà restituire 22.527 euro); Calamonaci (8.277 euro); Camastra (12.511 euro); Canicattì (17.167 euro); Comitini (5.657 euro); Favara (576 euro); Grotte (12.054 euro); Licata (2.829 euro); Lucca Sicula (9.167 euro); Menfi (4.442 euro); Montallegro (11.211 euro); Palma di Montechiaro (16.724 euro); Ravanusa (280 euro, altro valore anomalo); Sambuca di Sicilia (6.977 euro); San Biagio Platani (6.273 euro); San Giovanni Gemini (11.568 euro); Santo Stefano Quisquina (13.086 euro).




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