La moneta virtuale, come funzionano i bitcoin?

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La rete digitale globale, da quando è nata, ha ispirato ogni genere di innovazione radicale. Questa forma di ribellione nei confronti del sistema finanziario, bancario e monetario è stata sempre al centro delle aspirazioni degli internettiani più ambiziosi. Le regole, le difficoltà tecniche e fiscali, negli ultimi anni, hanno frenato e, paradossalmente, alimentato la speranza di disintermediare il sistema monetario. Nel frattempo, però, la moneta, infrastruttura di base dell’economia, si è progressivamente digitalizzata, anche nella sua forma canonica. E il successo planetario dell’accesso mobile alla rete ha avvicinato i consumatori all’uso di internet come strumento per le transazioni.

La convergenza tecnologica ed economica sul digitale ha aperto la strada a una delle filiere innovative più importanti del mondo attuale, come dimostrano i giganteschi investimenti nell’innovazione del cosiddetto “fintech”, il settore che applica la tecnologia digitale alla finanza. Il che ha reso sempre meno velleitario il tentativo di innovare radicalmente la moneta. La storia del Bitcoin si inserisce in questa evoluzione. Bitcoin è una moneta virtuale (la prima in circolazione sul mercato), contrassegnata dalla sigla BTC, inventata nel 2009 dal giapponese Satoshi Nakamoto. Che differenza c’è tra un sistema classico e quello dei Bitcoin? Oggi, con la moneta elettronica, puoi prelevare dei soldi di carta. Se decidi di adottare i Bitcoin non potrai più farlo. Non c’è una banca centrale, come per l’euro. C’è bensì un database che traccia tutte le transazioni fatte con la moneta virtuale e che sfrutta la crittografia per gestire le questioni funzionali.

I canadesi a Vancouver hanno aperto addirittura un bancomat che permette di comprarli e venderli attraverso un classico sportello. Insomma, i bitcoin stanno diventando “popolari”, almeno sui media e nella percezione pubblica. Probabilmente, ma naturalmente non nell’immediato, anche a Menfi si accetterà in un prossimo futuro il bitcoin come metodo di pagamento.

 

Per info: STUDIO CAMPO di Nino Campo.
 

Ma quali sono i rischi? Pagare in Bitcoin può comportare lo stesso rischio che corre chi investe in Borsa: il valore della moneta virtuale è molto variabile, esattamente come i titoli del mercato azionario. Ecco perché non conviene mai acquistare una grossa quantità di Bitcoin in una sola operazione. Poi sul web purtroppo è anche facile imbattersi in inganni come la Bitcoin Era truffa ed è per tale motivo che raccomandiamo sempre la massima attenzione.

Per introdursi al mondo del bitcoin un buon punto di partenza è bitcoin.org. Il sito, disponibile anche in una versione italiana, offre tutte le indicazioni di base per comprendere il meccanismo della criptovaluta più famosa del mondo e per iniziare a muovere i primi passi nelle operazioni che utilizzano i bitcoin, con sezioni dedicate ai privati, alle imprese e agli sviluppatori.
Assob.it è invece un’associazione senza scopo di lucro creata per promuovere la più ampia diffusione della tecnologia Blockchain nelle imprese italiane. In particolare, intende rappresentare gli interessi e le istanze di tutti i soggetti che svolgono le attività di sviluppo, distribuzione e commercializzazione di ogni forma di software o reti informatiche.




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