Servizio idrico, lo statuto della consortile dovrà essere approvato dai Comuni entro maggio

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Entro il 31 maggio i Consigli Comunali dei 43 Comuni agrigentini dovranno approvare lo statuto della nuova società Consortile che sostituirà Girgenti acque nella gestione del servizio idrico integrato.

L’ATI (Assemblea territoriale idrica) della Provincia di Agrigento ha trasmesso a tutti i Comuni infatti una bozza da approvare contenente lo statuto per la creazione della nuova struttura consortile che, nella volontà dei sindaci, dovrebbe sostituire Girgenti Acque. L’analisi dello statuto tuttavia ha già sollevato dubbi da parte di molti rispetto al ruolo che dovranno avere i consiglieri in questa vicenda. In molti temono di dover votare un atto che crea un’azienda della quale non si conoscono piani industriali e prospettive.

Come procederà Menfi che vorrebbe una gestione diretta del servizio?

Ci sono al contempo 17 Comuni dell’agrigento che hanno chiesto all’Ati, con la deroga dell’articolo 147 della legge 152 del 2006, recepita dalla Regione siciliana con alcune modifiche nel 2015, di poter gestire direttamente in house il servizio idrico integrato: Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Cammarata, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Menfi, Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Margherita Belice, Santa Elisabetta e Santo Stefano di Quisquina.

 
 

Gli altri 9 Comuni sono stati invece scartati perchè non rispettano i tre segmenti previsti dalla legge o non hanno risorse idriche proprie.

Solo dopo questo iter la nuova Consortile potrà definire, con il voto, i propri organi interni (presidente, consiglio di amministrazione, revisori dei conti), e dotarsi di una struttura organizzativa e di personale.




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